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Cagliari, dove può arrivare questa squadra? I numeri dopo cinque giornate

Scritto da Elisabetta

Cagliari, dove può arrivare questa squadra? I numeri dopo cinque giornate

Quattro vittorie, una sola sconfitta, appena due gol subiti e il quarto posto in classifica. Dopo cinque giornate di Serie A, il Cagliari non è più soltanto una piacevole sorpresa: è una squadra che ha iniziato il campionato mostrando caratteristiche precise e una sorprendente continuità.

La domanda, inevitabile, è una sola: dove può arrivare questo Cagliari?

La risposta, dopo appena cinque partite, non può essere definitiva. Ma i primi numeri raccontano qualcosa di molto interessante.

La classifica dice quarto posto

Dopo la vittoria per 1-0 ottenuta sul campo dell’Udinese, il Cagliari è salito a 12 punti, alle spalle di Roma, Inter e Lazio, tutte a quota 13. I rossoblù hanno segnato appena 5 gol, ma ne hanno subiti soltanto 2.

La classifica aggiornata vede:

Posizione Squadra Punti G GF GS
1 Roma 13 5 14 3
2 Inter 13 5 15 8
3 Lazio 13 5 8 3
4 Cagliari 12 5 5 2
5 Como 10 4 9 4
6 Milan 8 4 7 4

La classifica è ancora agli inizi e diverse squadre devono completare la quinta giornata, ma una cosa è già evidente: il Cagliari ha cominciato molto bene.

Il percorso dei rossoblù

Il calendario ha messo subito alla prova la squadra di Fabio Pisacane.

Alla prima giornata è arrivata la vittoria esterna per 1-0 contro il Parma.

Poi la sconfitta interna contro l’Inter, ancora per 0-1.

Da lì è iniziata la striscia positiva: 1-0 al Lecce, 2-1 sul campo dell’Atalanta e, infine, il successo per 1-0 a Udine.

Parma-Cagliari 0-1
Cagliari-Inter 0-1
Cagliari-Lecce 1-0
Atalanta-Cagliari 1-2
Udinese-Cagliari 0-1

Dodici punti su quindici disponibili.

Ma soprattutto: quattro vittorie consecutive senza subire gol? No, non esattamente: contro l’Atalanta il Cagliari ha subito una rete. Il dato corretto è ancora più interessante: nelle cinque giornate i rossoblù hanno incassato soltanto due gol complessivi.

La vera forza? La difesa

Se c’è un elemento che caratterizza questo inizio di campionato è sicuramente la fase difensiva.

Il Cagliari ha subito soltanto due reti in cinque partite.

Contro l’Inter è arrivata una sconfitta di misura, mentre contro Parma, Lecce e Udinese la porta è rimasta inviolata. Anche a Bergamo, contro una squadra costruita per obiettivi diversi, i rossoblù hanno concesso poco nel risultato finale, portando a casa una vittoria per 2-1.

E a Udine è arrivata un’altra conferma.

L’Udinese ha avuto diverse occasioni, ma Elia Caprile è stato decisivo con una serie di interventi che hanno permesso al Cagliari di rimanere in partita fino al gol di Daniel Maldini. La stessa Lega Serie A ha indicato proprio nella solidità difensiva uno dei punti chiave dell’avvio rossoblù.

Questo è un aspetto importante perché una squadra che vuole costruire una stagione tranquilla parte spesso proprio da qui: subire poco significa poter trasformare anche una sola occasione in tre punti.

Il Cagliari non domina: sa soffrire

Ed è forse questo l’aspetto più interessante.

Il Cagliari non sta vincendo le partite attraverso un calcio spettacolare fatto di grandi quantità di gol.

Sta vincendo attraverso equilibrio, compattezza, concentrazione e capacità di sfruttare gli episodi.

Cinque gol segnati in cinque giornate non sono un dato offensivo straordinario.

Ma cinque gol con soltanto due subiti hanno prodotto 12 punti.

È una squadra che, almeno in questo primo scorcio di stagione, sembra sapere molto bene cosa vuole fare quando passa in vantaggio.

E questa può essere una caratteristica importante in un campionato lungo.

Maldini è già diventato un protagonista

Tra le note più interessanti c’è sicuramente Daniel Maldini.

Il suo gol a Udine ha deciso la partita e arriva dopo quello realizzato contro il Lecce.

Due reti che hanno portato punti pesanti.

Maldini è uno dei giocatori sui quali il Cagliari ha deciso di puntare per aggiungere qualità alla squadra, in un mercato che ha cambiato parecchio la rosa. In agosto con il calciomercato sono arrivati diversi profili interessanti come quello esperto di Harry Winks, Jacopo Fazzini, Kevin Carlos, il iovane e altri elementi destinati a rafforzare il volto della squadra.

Non è quindi soltanto una squadra costruita per difendersi e resistere.

L’idea sembra essere quella di aggiungere progressivamente qualità a una struttura che già possiede una buona solidità.

Quanto è forte davvero questo Cagliari?

Qui bisogna fare attenzione a non lasciarsi trascinare dalla classifica.

12 punti dopo cinque giornate sono un risultato concreto. Ma non significano automaticamente che il Cagliari sia una squadra da vertice.

L’obiettivo principale resta sicuramente ottenere una salvezza tranquilla, a cui potrebbe affiancarsi un posizionamento nella metà sinistra della classifica che manca addirittura dalla stagione 14/15, chiusa al sesto posto.

Il campionato è appena iniziato e arriveranno periodi molto più complicati.

D’altra parte, sarebbe altrettanto sbagliato considerare questi risultati soltanto un episodio.

La vittoria contro l’Atalanta in trasferta e quella di Udine sono due segnali importanti, mentre l’unica sconfitta è arrivata contro l’Inter.

In altre parole, il Cagliari ha già dimostrato di poter competere contro squadre con ambizioni importanti.

Il prossimo passo sarà capire se riuscirà a mantenere questa solidità quando aumenteranno gli impegni e quando arriveranno avversari che lo costringeranno a fare maggiormente la partita.

La squadra ha ancora margini di crescita

C’è poi un elemento che rende questo Cagliari particolarmente interessante: la rosa è cambiata molto durante l’estate.

Pisacane ha a disposizione diversi giocatori nuovi e un gruppo nel quale l’esperienza di elementi come Mina, Winks e Gagliardini deve convivere con giocatori più giovani e con nuovi innesti.

La squadra, quindi, potrebbe non aver ancora raggiunto il suo livello definitivo.

Anche l’attacco dovrà necessariamente crescere.

Perché se la difesa sta già offrendo numeri importanti, cinque gol in cinque giornate lasciano spazio per migliorare la produzione offensiva.

Ed è probabilmente proprio questo il punto sul quale si giocherà la prossima fase della stagione.

E adesso cosa aspettarsi?

La prossima partita di campionato sarà una sfida di grande fascino: Cagliari-Juventus, in programma l’11 ottobre all’Unipol Domus.

Sarà un altro test importante per capire quanto sia profonda la crescita della squadra.

Per ora, però, non serve fissare obiettivi irrealistici.

L’obiettivo dichiarato alla vigilia era quello di costruire un’altra stagione tranquilla e consolidare la presenza in Serie A. Ma il campo, almeno nelle prime cinque giornate, sta raccontando qualcosa di leggermente diverso: questo Cagliari sembra avere le caratteristiche per provare a vivere una stagione meno sofferta e più ambiziosa.

Non significa parlare di Europa.

Non significa dimenticare che siamo soltanto alla quinta giornata.

Significa semplicemente riconoscere ciò che i numeri stanno dicendo.

Una squadra che subisce pochissimo.

Una squadra che non si disunisce.

Una squadra che ha già vinto quattro partite.

Una squadra che ha perso soltanto contro l’Inter.

E una squadra che oggi guarda dall’alto buona parte della Serie A.

Il vero esame arriverà nei prossimi mesi.

Ma intanto, dopo cinque giornate, una cosa possiamo dirla: il Cagliari non è più soltanto una squadra che deve salvarsi. È una squadra che ha cominciato a capire quanto può valere.

E per una volta, possiamo permetterci di guardare la classifica senza cercare subito la zona salvezza in basso a destra.

Forza Casteddu.

L'autore

Elisabetta

Nata a Cagliari, vissuta a metà tra Cagliari e Milano, tifosa rossoblù e amante di Cagliari. Per me la felicità è una pizzetta sfoglia e una Corona in un chiosco nella spiaggia del Poetto.

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