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Kan Yasuda a Cagliari: il marmo incontra il mare

Scritto da Elisabetta

Sapevi che una scultura in marmo può sembrare morbida come un cuscino appena lo sfiori con le dita? Questo accade quando ti trovi davanti alle creazioni di Kan Yasuda, l’artista giapponese che ha scelto la Sardegna per un incontro speciale tra Oriente e Mediterraneo.

Sette sculture monumentali, il marmo bianco di Carrara, il bronzo e il mare di Cagliari. Fino al 25 novembre 2026 il porto di Cagliari ospita “Oltre la Forma”, la mostra di Kan Yasuda che trasforma il lungomare in un museo a cielo aperto tra Calata via Roma, Calata Delogu e Molo Dogana.

Le sculture che puoi toccare in città

In questa esposizione cagliaritana puoi ammirare alcuni dei capolavori più famosi dell’artista. Ogni pezzo ha un nome giapponese che evoca concetti profondi e legati al tempo o allo spazio. Ti consiglio di avvicinarti e sentire la temperatura della pietra sotto il palmo della mano. Tra i lavori presenti troverai:

  1. Kazè una forma che sembra plasmata dal vento.
  2. Myomu il celebre anello aperto che incornicia il panorama circostante.
  3. Tensen e Sokyo sculture che giocano con l’equilibrio e le linee pulite.
  4. Tenpi presente in tre versioni diverse che dialogano tra loro.

Le tre versioni di Tenpi si distribuiscono nel percorso urbano, creando un ritmo visivo costante. Noterai come la luce del tramonto renda queste superfici quasi trasparenti, evidenziando ogni singola venatura del materiale naturale.

Sono realizzate in marmo bianco di Carrara e bronzo e alcune raggiungono dimensioni e pesi considerevoli: una delle opere può arrivare a circa sei tonnellate.

Chi è Kan Yasuda e perché il suo marmo respira

Kan Yasuda nasce nel 1945 in Giappone a Bibai, nell’isola di Hokkaido, ma vive e lavora a Pietrasanta da moltissimi anni. Ai piedi della alpi Apuane, dove si estrae il famoso marmo di Carrara, Yasuda estrae forme pure dal marmo bianco di Carrara e dal bronzo scuro, creando volumi che sembrano fluttuare nell’aria nonostante il loro peso enorme. Puoi riconoscere il suo stile dalle curve dolci e dalle superfici levigate che riflettono la luce solare in modo vibrante. L’artista crede che l’arte debba appartenere allo spazio pubblico e non restare chiusa dentro stanze polverose. Quando guardi una sua scultura, noti spesso un foro o un’apertura centrale. Quel vuoto è un invito per te, serve a guardare oltre, a connetterti con il cielo o con il panorama che circonda l’opera.

Cagliari e il suo porto diventano parte della mostra

La scelta del porto storico non è casuale. La mostra nasce anche dalla volontà di valorizzare il rapporto tra Cagliari e il suo mare, trasformando gli spazi del waterfront in luoghi di incontro e di vita quotidiana.

Il Comune di Cagliari ha sottolineato proprio questo aspetto: portare opere di questo livello lungo la passeggiata del porto significa fare dello spazio pubblico un luogo di cultura accessibile a tutti.

E proprio per questo che “Oltre la Forma” diventa interessante per chi vive Cagliari, non è soltanto una mostra da visitare, è un nuovo modo di vivere un pezzo della città.

Quando ti trovi davanti a Myomu, il vuoto centrale diventa una finestra che ti permette di osservare il porto o i tetti della città con occhi nuovi. Yasuda vuole proprio questo, che l’arte non sia chiusa in un museo polveroso, ma sia disponibile per chiunque passi per strada. La purezza del bianco si sposa perfettamente con l’azzurro del cielo sardo, creando un connubio che trasmette una grande pace interiore.

Yasuda, Nivola e il dialogo con la Sardegna

C’è poi un ulteriore collegamento particolarmente interessante.

Sul lungomare di Cagliari le opere di Kan Yasuda entrano in dialogo con quelle di Costantino Nivola, collocate sotto il Palazzo del Consiglio regionale. Yasuda conobbe personalmente Nivola e il rapporto tra i due artisti rappresenta uno dei fili culturali che accompagnano questa esposizione. Un incontro suggestivo: un artista giapponese che ha scelto l’Italia come luogo della propria ricerca e un grande artista sardo che ha portato la Sardegna nel mondo. Due sensibilità differenti, due linguaggi e un unico spazio: Cagliari.

FAQ

Si possono toccare le sculture di Kan Yasuda?

Sì, l’artista desidera esplicitamente che i visitatori tocchino e vivano le sue opere. Il contatto fisico è parte integrante dell’esperienza artistica che Yasuda propone al pubblico.

Dove si trovano le sculture di Kan Yasuda a Cagliari?

Le sette sculture sono distribuite lungo il porto storico, tra Calata via Roma, Calata Delogu e Molo Dogana.

Fino a quando si possono vedere?

Le opere rimangono a Cagliari fino al 25 novembre 2026.

Quali opere di Kan Yasuda sono esposte?

A Cagliari sono presenti Kazé, Myomu, Tensen, Sokyo e tre versioni di Tenpi.

Perché le sculture hanno delle aperture?

Il vuoto è uno degli elementi fondamentali della ricerca di Yasuda ed è legato anche al concetto giapponese di Ma, lo spazio tra le forme e tra l’opera e ciò che la circonda.

Quanto costa il biglietto per vedere le opere?

L’accesso alle sculture installate all’aperto è totalmente gratuito, poiché l’arte di Yasuda è pensata per essere parte integrante dello spazio comune.

Quali materiali usa l’artista per questi lavori?

Kan Yasuda utilizza principalmente il marmo bianco di Carrara, estratto dalle cave della Toscana. Questo materiale è noto per la sua lucentezza e per la capacità di resistere agli agenti atmosferici nel tempo.

L'autore

Elisabetta

Nata a Cagliari, vissuta a metà tra Cagliari e Milano, tifosa rossoblù e amante di Cagliari. Per me la felicità è una pizzetta sfoglia e una Corona in un chiosco nella spiaggia del Poetto.

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