Cagliari, tu vuò fà l’americano – la nuova seconda maglia da trasferta del Cagliari parla chiaro.
Una divisa da calcio anticipa e inizia a raccontare i grandi cambiamenti che ci saranno nel futuro prossimo del Cagliari.
Il Cagliari ha presentato la sua seconda maglia Away per la stagione 2026 / 2027 in cui il design è un chiaro omaggio alla cultura sportiva degli Stati Uniti. Non è solo una scelta estetica, ma un segnale di dove sta andando il club. Ma iniziamo parlando della nuova maglia che ha debuttato nell’ultima partita casalinga alla Domus Cagliari-Torino.
Il design della nuova maglia da trasferta
Andiamo a vedere in dettaglio la nuova maglia:
- Caratteristica tecnica principale : il taglio raglan sleeve (maniche raglan) dal collo alle ascelle che ricorda le protezioni e le divise del football americano. In questo tipo di cucitura, la manica arriva direttamente fino al colletto, eliminando la classica cucitura sulla spalla. Questo permette una libertà di movimento superiore, ideale sia per gli atleti sia per chi vuole stare comodo nel tempo libero.
- Colori: il colore dominante di questa maglia da trasferta è il bianco, che funge da base pulita per far risaltare gli altri elementi. S Le spalle e i bordi presentano inserti rossi e blu navy, colori netti e decisi che ricordano le maglie dei giocatori di football come posizione e la bandiera degli Sconvolts
- Loghi: lo stemma del Cagliari posizionato all’altezza del cuore (ovviamente), lo sponsor tecnico Eye Sport dall’altro lato. ntrambi questi elementi sono in silicone, un materiale che sporge leggermente dalla superficie e dona un aspetto moderno alla maglia.
- Claim: sul retro del collo, all’interno del colletto, è presente la scritta “Aim Higher” (Punta in Alto), mentre nello scollo interno spicca un tassello triangolare con lo stemma dei 4 Mori in grigio. Sull’orlo interno è inserita la firma “Cagliari Calcio”.
Ricapitolando, la caratteristica principale di questa maglia è l’uso di linee orizzontali tipiche delle uniformi da football americano. Il colore bianco domina la base, ma sono i dettagli rossoblù a definire l’identità del club. Le spalle sono larghe e presentano inserti che simulano le protezioni dei giocatori che corrono con la palla ovale. I loghi degli sponsor sono posizionati per non disturbare l’armonia del design “american style”.
Chi sono i Crusaders Cagliari e la collaborazione sul campo
I Crusaders Cagliari sono nati negli anni ’80 e hanno una storia fatta di passione per uno sport che in Italia è ancora considerato di nicchia. La campagna pubblicitaria mostra quanto il sudore e la fatica siano uguali, indipendentemente dalla forma del pallone.
Per presentare questo kit, il Cagliari ha messo insieme alcuni calciatori della prima squadra insieme ad alcuni atleti dei Crusaders Cagliari. Le foto sono ambientate in un campo da football, con i pali a forma di “Y” che svettano dietro i protagonisti. Vedere i calciatori con i guanti da ricevitore o accanto ai giocatori di linea con le spalline enormi crea un effetto strano ma, a mio parere, riuscito.
La proprietà americana e il futuro societario
Come detto, dietro questa scelta stilistica di una maglia ispirata al football americano ci sono motivazioni economiche molto concrete che riguardano la proprietà del Cagliari piuttosto che scelte di marketing Andiamo per gradi, ricordando che al momento il presidente Giulini detiene il 51% della proprietà, mentre il restante 49% è nelle mani degli investitori americani di Praxis. Il fondo americano è composto da una cordata di imprenditori italo-americani guidata dall’attuale vicepresidente rossoblù Maurizio Fiori.
L’importanza dello stadio per il valore del club
Il progetto del nuovo stadio dedicato a Gigi Riva è il vero ago della bilancia. Senza un impianto moderno e di proprietà, il valore del Cagliari è limitato. Gli investitori sono disposti a pagare cifre molto più alte se sanno che potranno gestire un’area commerciale attiva tutti i giorni della settimana, non solo durante le partite.
Giulini sta lavorando duramente con le istituzioni locali per sbloccare i finanziamenti e le autorizzazioni finali e pare ci stia riuscendo: si attende soltanto il via libera definitivo del Ministero dell’Economia, considerato ormai una semplice formalità. Dopo anni di attese e rinvii, dovrebbe finalmente partire la demolizione del vecchio Stadio Sant’Elia. Bisogna immaginare il nuovo stadio come la “dote” che il presidente vuole portare al tavolo delle trattative per battere cassa. Una volta che il cantiere sarà una certezza assoluta, con la conferma della permanenza in serie A, la vendita del club diventerà molto più semplice e rapida.
Infatti le ultime voci di corridoio indicano che il fondo con i suoi investitori sia pronto a rilevare la maggioranza delle azioni dal presidente Tommaso Giulini dopo il 30 maggio, a campionato finito. Se questa operazione si concluderà, il Cagliari diventerà a tutti gli effetti una proprietà a stelle e strisce.
Dagli ultimi rumors, il fondo non sembrerebbe intenzionato a nominare un proprio presidente. Per questo motivo avrebbe chiesto a Tommaso Giulini di restare alla presidenza del club ancora per una stagione, da capire con quali poteri decisionali. Restano ancora da chiarire anche le posizioni di Fabio Pisacane e Guido Angelozzi. Entrambi potrebbero finire in discussione, soprattutto il direttore sportivo. Per Pisacane, reduce da una stagione positiva, non mancano gli estimatori: Torino FC e SS Lazio avrebbero già manifestato interesse nei suoi confronti. Il tecnico napoletano valuterà eventuali offerte e, dopo appena un anno, potrebbe anche decidere di salutare i colori rossoblù.
FAQ
Perché la maglia si ispira al football americano?
La scelta è un omaggio alla cultura sportiva degli investitori americani che detengono quasi la metà delle quote del club e serve a modernizzare l’immagine della squadra.
Chi sono i Crusaders Cagliari?
I Crusaders sono la principale squadra di football americano di Cagliari e hanno collaborato con i rossoblù per il lancio della nuova divisa.
Il Cagliari cambierà presto proprietario?
Le indiscrezioni suggeriscono che il gruppo americano, che oggi possiede il 49 %, sia intenzionato ad acquisire la quota del presidente Giulini per ottenere il controllo totale.

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