La magia del Natale 2025 a Cagliari: i tre presepi più belli e suggestivi da non perdere
Visitare i presepi più belli di Cagliari durante il periodo natalizio significa scoprire luoghi, storie e tradizioni che rendono unica la città, non solo scenografie natalizie, ma racconti di fede, tradizione e identità che si rinnovano ogni anno.
1. Il Presepe dei Frati Cappuccini di Cagliari: un presepe storico allestito per la prima volta nel 1948
E davvero possibile che un presepe creato subito dopo la guerra conservi tuttora un fascino così forte e inossidabile? Se sei a Cagliari durante le feste natalizie, non perderti il presepe dei frati cappuccini. Il presepe si trova all’interno del convento dei Frati Cappuccini, accanto alla chiesa di Sant’Antonio da Padova (nota anche come chiesa di Sant’Ignazio) in viale Sant’Ignazio da Laconi, nel cuore di Cagliari, di fronte all’anfiteatro romano.
Realizzato nel 1948, subito dopo il periodo bellico, grazie all’impegno di Fra Lorenzo, che lo curò per decenni è un presepe meccanico, l’ambientazione è ricca e suggestiva, con statuine in gesso finemente decorate, alcune animate da movimenti.
Ciò che colpisce è anche la struttura immersiva e quasi teatrale: entrando, il visitatore si trova avvolto in un’atmosfera di luci e dettagli che evocano il mistero del Natale, con l’alternanza del giorno e della notte.
Giorni di apertura e orari: il presepe dei frati Cappuccini a Cagliari apre il giorno di Natale, il 25 dicembre, dopo la messa delle 08.00 e resta aperto fino all’11 gennaio 2026 dalle 08.30 alle 12 e dalle 16 alle 18.30, l’ingresso è gratuto
2. Il presepe nella chiesa di Sant’Efisio: un’ambientazione unica
Questo presepe si trova all’interno della Chiesa di Sant’Efisio, situata nel quartiere Stampace di Cagliari. La chiesa stessa è un edificio storico datato XVIII secolo, costruito su un sito medievale e legato alla devozione popolare per Sant’Efisio, uno dei santi patroni della città.
Ogni anno, nella chiesa dedicata a Sant’Efisio si allestisce un presepe che non è quello classico. Questo presepe si distingue per la presenza di circa 200 statuine che non rappresentano solo la Natività, ma ripropongono anche la famosa processione di Sant’Efisio. Immagina Sant’Efisio in persona che si avvicina a un “nuraghe della natività”, il nuraghe infatti prende il posto della grotta/stalla.
Sant’Efisio, il Santo Guerriero
Per avere un quadro completo, ricordiamo che Sant’Efisio era un militare romano che accettò il cristianesimo, si oppose alle autorità e fu messo a morte. A Cagliari, è il santo protettore della città e il punto focale della famosa festa del 1° maggio, una delle ricorrenze religiose più grandi della Sardegna.
Il presepe nella sua chiesa è una prosecuzione naturale di questo culto: porta la sua immagine nel periodo natalizio, facendola diventare parte della scena sacra.
Visitabile tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 20.
3. Il presepe di Maria Lai alle Saline Conti Vecchi: un opera unica nel cuore delle Saline di Cagliari
Riuscite a immaginare un’opera d’arte contemporanea in dialogo con un paesaggio industriale unico? Il presepe è stato creato da Maria Lai (1919-2013) e prestato dai suoi eredi al FAI per esporlo nelle Saline Conti Vecchi, situata ad Assemini, vicino a Cagliari. Questa opera, data in mostra per il periodo natalizio, si unisce al paesaggio suggestivo delle Saline, arricchendo il patrimonio culturale e naturale del posto.
Chi era Maria Lai
Maria Lai (1919-2013) era un’artista, ritenuta una maestra dell’arte povera. Era celebre per i suoi “libri cuciti” e per le installazioni che intrecciavano usanze della Sardegna con fili, ricami, telai e simboli del folklore locale, come i pani decorati chiamati “su pani pintau” (i pani dipinti).
Il lavoro di Maria Lai univa spesso l’arte alla vita quotidiana, utilizzando materiali comuni per raccontare storie straordinarie. Vedere il presepe di Maria Lai significa osservare come l’artista trasformava materiali semplici in oggetti di grande significato spirituale.
Ricordiamo anche la sua performance epica del 1981 a Ulassai: 27 chilometri di stoffa azzurra furono usati per legare il paese in un cerchio di unità dalle case fino al monte Gedili, la montagna più alta sopra il paese. Un inno all’armonia e alla forza della comunità che doveva rimanere unita.
Vale davvero la pena vedere uno di questi tre presepi, ma soprattutto vale la pena fermarsi un attimo in silenzio davanti alla culla, riscoprendo la luce e la speranza che promanano dal mistero della Natività.
Come nasce il presepe – un po’ di storia
Tutto comincia con San Francesco d’Assisi nel 1223 a Greccio: il quale allestì la prima scena vivente con animali veri e una mangiatoia, autorizzato anche dal Papa Onorio III. Da lì, l’usanza si diffuse in Italia e nel mondo cristiano, sviluppandosi anche con artisti come Giotto.

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