Cagliari Calcio News

Cagliari – Eteronimia di una città e di una squadra

Scritto da Elisabetta

Fernando Pessoa, il famoso poeta scrittore portoghese, nato e morto a Lisbona (città ventosa e sul mare come Cagliari), scriveva con molte voci.
Infatti Pessoa non scriveva in prima persona e non aveva pseudonimi: aveva eteronimi, cioè altre identità poetiche complete, con una voce, una visione del mondo e uno stile diverso.
I principali eteronimi di Pessoa erano:

  • Álvaro de Campos – il modernista inquieto, passionale, impulsivo.

  • Ricardo Reis – il classicista razionale, alla ricerca dell’equilibrio e della misura.

  • Alberto Caeiro – il pastore ingenuo e puro, che osservava la realtà senza interpretarla.

  • Bernardo Soares – il malinconico osservatore, che rifletteva sul senso della vita.

In ciascuno di loro viveva un pezzo di Pessoa.

Bello direte voi ma “itta c’intra” il Cagliari con Pessoa?

Álvaro de Campos — Il Cagliari della passione

È il Cagliari del fuoco, dell’impeto, delle partite ribaltate contro ogni logica.
Quello che vive di cuore e istinto, che trascina il popolo rossoblù come una marea.
È il Cagliari delle notti di Ranieri, delle urla in curva, delle lacrime di chi ci crede anche quando sembra finita.
Álvaro de Campos direbbe:Sentire tutto in tutte le maniere” ed è una sintesi bellissima.


Ricardo Reis — Il Cagliari della misura

Poi c’è il Cagliari razionale, quello che non si fa travolgere.
La squadra che controlla, che aspetta, che ragiona.
È il volto tattico, ordinato, paziente.
Un Cagliari che conosce la sofferenza, ma la trasforma in disciplina, anche se magari i tifosi si aspettano più passione.
Come Ricardo Reis, che cercava equilibrio perfino nel dolore.


Alberto Caeiro — Il Cagliari autentico

Alberto Caeiro era il poeta della realtà nuda, senza interpretazioni.
Guardava il mondo e lo accettava per com’è.
Così è il Cagliari legato alla terra, al vecchio Sant’Elia, alla voce dei suoi tifosi.
Il Cagliari dei bambini che sognano ancora Riva, dei nuovi murales vicino alla Unipol Domus, delle domeniche allo stadio a tifare Cagliari anche in trasferta.
Il Cagliari “di tutti i sardi”, che non si può spiegare perché è una cosa che abbiamo dentro.


Bernardo Soares — il Cagliari della malinconia

E infine c’è la parte più fragile, la più umana.
Il Cagliari che ha conosciuto la caduta, la retrocessione, l’attesa.
Quello che vive nella memoria di chi c’era negli anni Settanta quando il Cagliari vinse il suo unico scudetto.
Il Cagliari che guarda al passato con nostalgia e al futuro con paura e speranza.
Bernardo Soares avrebbe capito bene questa tristezza dolce, così sarda, così cagliaritana.


Dunque per rispondere alla domanda cosa c’entra il Cagliari con Pessoa, mi chiedo se non sia proprio questo il Cagliari: una splendida eteronimia collettiva. Non solo una città ma una intera regione che si rispecchia in una squadra che non ha mai un solo volto, ma mille. Una squadra che non è solo società, ma giocatori, tifosi, allenatore, presidente, curva. Una squadra che è passione e sogno, Passione Cagliari.

L'autore

Elisabetta

Nata a Cagliari, vissuta a metà tra Cagliari e Milano, tifosa rossoblù e amante di Cagliari. Per me la felicità è una pizzetta sfoglia e una Corona in un chiosco nella spiaggia del Poetto.

Lascia un commento