Atalanta – Cagliari: ecco il mio personalissimo diario della giornata di ieri 15/2, per assistere alla trasferta del Cagliari.
Ogni trasferta è un viaggio che va oltre il calcio: è un’esperienza di vita, un’occasione per stringere legami, per sentire il battito del cuore rossoblù più forte che mai.
Ore 12 partenza da Milano in direzione Bergamo con sciarpa, cappellino, felpa del Cagliari, pranzo d’ordinanza all’Autogrill di Brembo, il ponte sulla A4, dove ci fermiamo sempre un po’ stupiti a vedere le macchine che sfrecciano sotto.
All’uscita di Bergamo, come al solito giriamo 10 minuti per capire dove si trovi il parcheggio ospiti e google maps come al solito non aiuta. Parentesi: consigliamo in ogni trasferta per chi arriva in macchina di lasciarla al parcheggio ospiti perché poi con i pulmann si arriva scortati allo stadio, con le sirene, “bruciando” tutti i semafori. In pulmann l’atmosfera è un po’ preoccupata, la trasferta contro la Dea è difficile, si spera che il Cagliari scenda in campo a “facci manna”, lottando con orgoglio anche perché può dare del filo da torcere a qualsiasi squadra. Si parla di pensieri e aspettative sulla partita, si ricorda l’andata in cui il Cagliari mise in difficoltà l’Atalanta e il portiere fece dei miracoli, si parla della prossima trasferta che si terrà a Bologna e di chi potrà andare (io purtroppo no perché quel weekend sarò a Cagliari).
Lo stadio Gewiss di Bergamo è un bello stadio, nuovo (due anni di vita) con la tribuna coperta, con un bar ben fornito non solo di birre ma anche di panini e con bagni migliori rispetto alla media con porte che si chiudono e carta igienica. Bergamo e i suoi tifosi ci accolgono bene e veramente non si capisce il senso di avere vietata la trasferta (a fine partita ci saranno molti scambi di sciarpe tra i tifosi del Cagliari e quelli della Dea).
Il tifo atalantino è corretto, notiamo che rispetto ai sostenitori rossoblù, l’Atalanta ha pochi cori solo tante bandiere, tanti oooh, e tamburi per tutta la partita.
Prima della partita vediamo nel settore ospiti Nicola Riva e la foto è d’obbligo!
Inizia la partita, iniziano novanta minuti di tensione, gioia, rabbia, speranza. È incredibile come ogni volta l’adrenalina prenda il sopravvento. Tornerò a casa con il cuore pieno di gioia o con quel senso di amaro che solo il calcio sa regalare? Poco importa, perché la verità è una sola: esserci è sempre la scelta giusta. Applaudiamo allo striscione trasferte libere dei tifosi atalantini, il Cagliari regge la partita contro la Dea, Mina il solito grande leone che blocca Retegui con fisicità, esperienza, astuzia. Gara di sofferenza soprattutto nel finale del secondo tempo, alla fine la partita si conclude con un risultato di parità 0-0, utilissimo in chiave salvezza.
A Bergamo ci sono arrivata con mille pensieri in testa e ne sono ripartita con altrettante emozioni nel cuore. Il freddo, i cori, l’adrenalina prima del fischio d’inizio, la tensione, la gioia al fischio finale. Aspettiamo che aprano i cancelli per farci uscire, iniziano i cori anche di sfottò verso Sassari, ritorno in pulmann verso il parcheggio, con atmosfera decisamente più allegra e gioiosa con cori e risate.
Ogni trasferta è diversa, ma tutte lasciano qualcosa dentro. Ed io lo so già non sarà mai l’ultima perché quella per i colori del Cagliari è una passione infinita.
Fortza Cagliari! Forza Casteddu! Forza Vecchio cuore rossoblù!
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