Napoli – Cagliari: 1-0
94 minuti e 45 secondi, Frank-Zambo Anguissa stende il Cagliari dopo una gara che sembrava destinata a terminare 0-0. Esplode una festa megagalattica al Maradona manco avessero vinto una Champions League che ricorda quella dello scudetto vinto il 23 maggio 2025 dagli azzurri contro un Cagliari già in vacanza. Mr Pisacane fino a quel momento aveva incartato il tecnico azzurro, sfiorando anche il colpo grosso in un paio di circostanze.
Napoli-Cagliari, la chiave tattica della gara
Conte conferma il 4-4-2 con Lucca al centro dell’attacco partenopeo supportato da De Bruyne. A centrocampo confermato McTominay sul versante sinistro con Politano a destra; al centro agiscono Lobotka e Anguissa. Difesa formata da Di Lorenzo, Rrahmani, Juan Jesus e Spinazzola che rientra da titolare.
Pisacane, invece, cambia tutto e sceglie il 3-5-1-1 per coprirsi maggiormente: rispetto alla gara interna con la Fiorentina, schiera solo Sebastiano Esposito in attacco. A supportarlo Folorunsho. Adopo, Prati e Deiola confermati in mezzo al campo così come Zappa sulla destra. Senza più Zortea, trasferitosi al Bologna, sulla sinistra arriva il debutto per Palestra, appena arrivato dall’Atalanta. Davanti a Caprile c’è sempre il trio formato da Mina, Luperto e Obert.
In fase di non possesso i sardi utilizzano il 5-3-2 e la marcatura ad uomo sugli uomini di Conte. Gli azzurri, per aumentare la pericolosità offensiva, portano in area di rigore avversaria anche Di Lorenzo che compie inserimenti sulla destra in sovrapposizione con Politano. Conte, sulla fine del primo tempo, chiede inoltre a McTominay e De Bruyne di giocare più in avanti.
Nel secondo tempo il Napoli alza il baricentro ma in fase offensiva Lucca risulta scollegato dal resto dei compagni e viene chiuso ripetutamente da Mina e Luperto fino al gol beffa di Anguissa.
Le pagelle del Cagliari e i top e flop
Caprile 6.5: attento e decisivo con grandi parate, un vero baluardo.
Luperto 6: in difficoltà ad inizio partita, ma migliora col passare dei minuti.
Mina 7: preciso e puntuale nelle chiusure, guida la difesa con personalità.
Obert 6: gara a due facce, soffre in difesa ma si fa vedere in avanti.
Zappa 6: partita difficile con un giallo presto, ma riesce a contribuire.
Prati 6: cresce durante la partita, sfiora il gol e fa buona fase difensiva.
Deiola 6: alterna buone giocate a leggerezze, con qualche rischio in difesa.
Adopo 6.5: qualche errore ma anche recuperi importanti, solido in copertura.
Palestra 6: ordinato con la palla, soffre in alcune situazioni.
Folorunsho 5.5: alterna qualità a qualche errore evitabile.
Esposito 6: lavoro oscuro ma importante, buon lavoro in pressione.
Luvumbo 6: entra bene, qualche scelta non perfetta ma utile.
Gaetano 6: buon impatto con tecnica e personalità.
Idrissi 6: pochi minuti ma positivo.
Borrelli 6: buon impatto fisico e di personalità, utile alla squadra.
Pisacane 6: guida la squadra con ordine e compattezza fino alla fine
TOP e FLOP del Cagliari
- Mina 7. Non ne fa passare una: gestisce la difesa e tiene a bada Lucca fuori dall’area.
- Adopo 6.5. Tiene a bada tutto il tempo McTominay. Nella fase di possesso gestisce con sagacia il pallone.
- Folorunsho 5.5. Non brilla in fase offensiva, gioca basso nel primo tempo per aumentare la densità a centrocampo in fase di contenimento.
Quello che i numeri non dicono – la mano di Mr Pisacane
Le cifre parlano di possesso Cagliari del 33%, 10 tiri di cui 1 in porta, nessun calcio d’angolo battuto dal Cagliari contro i 13 del Napoli e una gara compressa negli ultimi trenta metri dell’area rossoblù.
Invece noi dentro il poco “rumore” del Cagliari abbiamo visto una squadra che non si scompone, che regge con ordine tattico, pazienza, senza timore reverenziale e che sta imparando a gestire l’inerzia quando non può forzare. A fine agosto vale doppio.
Cosa resta (e cosa serve)
Resta l’amaro in bocca per un punto perso, servono sincronismi migliori sulle fasce, più cattiveria nell’ultimo passaggio e una maggiore dose di concretezza in area. Arriveranno con lavoro e condizione e anche con qualche nuovo innesto.
Due giornate, un pareggio e una sconfitta ma la sensazione di essere già squadra. Non è tempo di fuochi d’artificio, ma di mattoni.
Alla prossima e sempre forza Casteddu.

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