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Il faro di Capo Sant’Elia a Calamosca – Cagliari

Scritto da Elisabetta

Il faro di Capo Sant’Elia a Calamosca – Cagliari

I fari origine del nome e fascino

Lo sai perché il faro si chiama così? Perché nell’antichità la più famosa torre costiera di tutto il mar Mediterraneo fu costruita sull’isola di Faro, vicino ad Alessandria d’Egitto.

Non so voi ma a me i fari hanno sempre affascinato. Si usa la metafora del faro per descrivere persone (guide spirituali, familiari, amici) che fungono da punto di riferimento nella vita degli altri. I fari resistono alle intemperie, affrontano tempeste, venti e mareggiate senza spegnersi, vedi la loro luce nel buio Le persone che sono fari per altri spesso dimostrano forza interiore, perseveranza e una profonda capacità di rimanere saldi di fronte alle difficoltà (resilienza) anche se non è facile essere un faro! Anche in ambito calcistico si usa la metafora del faro: quel giocatore è un faro per la difesa (ogni riferimento a Yerri Mina è puramente casuale! ). Come potete capire l’argomento faro mi appassiona ma ora andiamo a conoscere il faro di Cagliari.

Il Faro di Cagliari, situato sul promontorio di Capo Sant’Elia, è una delle strutture simboliche della città e un punto di riferimento per i naviganti che si avvicinano al Golfo degli Angeli. Questo faro unisce funzionalità e storia, dominando la costa con la sua imponente presenza.

Storia del Faro di Capo Sant’Elia a Cagliari

Il faro di Capo Sant’Elia, è uno dei fari più antichi della Sardegna, risale al XIX secolo e precisamente fu costruito nel 1859. Si trova sull’altura occidentale del colle di Sant’Elia, accanto alla storica Torre dei Segnali (o Torre di Calamosca), un’importante struttura difensiva risalente al XVII secolo, edificata dai pisani. Il faro fu costruito per facilitare la navigazione nelle acque del golfo di Cagliari, in un punto strategico per il commercio marittimo e la sicurezza delle rotte verso il Mediterraneo. La posizione sul promontorio di Sant’Elia, il punto più alto della zona, lo rendeva ideale per essere visibile a grande distanza.

Il faro è circondato da un edificio che un tempo ospitava i guardiani del faro.

Il compito principale del guardiano del faro era monitorare la luce dal tramonto all’alba in modo che fosse visibile dai marinai. Era importante mantenere la luce costantemente visibile. All’inizio il faro era dotato di una lampada a olio, la luce era fissa (non girava) e lampeggiava. Il guardiano del faro accendeva lo stoppino e l’olio bruciava lentamente per tutta la notte. Era una tecnologia semplice ed efficace. Il guardiano del faro ogni notte doveva salire per sincerarsi che la lampada fosse accesa. All’alba, la fiamma veniva gradualmente abbassata fino a spegnersi quando era piena luce del giorno.

Durante il giorno, la torre del faro fungeva da ausilio alla navigazione per il traffico marittimo. Ogni faro aveva un colore e un motivo unico. I marinai usavano i fari anche come punti di riferimento, per determinare dove si trovavano rispetto a dove stavano andando.

Caratteristiche del faro di Capo Sant’Elia

L'autore

Elisabetta

Nata a Cagliari, vissuta a metà tra Cagliari e Milano, tifosa rossoblù e amante di Cagliari. Per me la felicità è una pizzetta sfoglia e una Corona in un chiosco nella spiaggia del Poetto.

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